Quando l’innovazione smette di essere teoria e diventa esperienza: il caso MyLav Metaverse

Ci sono progetti che nascono per essere raccontati. Altri, invece, devono essere vissuti.
Il MyLav Metaverse, presentato allo SCIVAC International di Rimini 2023, appartiene alla seconda categoria.
Per noi di Epops non è stato semplicemente un progetto digitale, ma un lavoro di progettazione strategica e creativa che ha trasformato un’idea complessa – il metaverso applicato al mondo veterinario – in un ambiente concreto, accessibile e già operativo.
La sfida, infatti, non era “fare un metaverso”. Era renderlo utile.
MyLav aveva un obiettivo chiaro: creare uno spazio in cui formazione, aggiornamento e relazione potessero avvenire senza limiti geografici. Un ambiente capace di estendere il valore della propria community oltre eventi e piattaforme tradizionali. Da qui è iniziato il nostro lavoro: tradurre questa visione in un’esperienza digitale coerente, funzionale e coinvolgente.
Abbiamo progettato il MyLav Metaverse come una vera e propria piazza virtuale. Non un ambiente dispersivo o puramente estetico, ma uno spazio organizzato, in cui ogni area risponde a una funzione precisa: incontrarsi, partecipare a eventi scientifici, esplorare contenuti, interagire con altri professionisti. Un ecosistema tridimensionale pensato per essere intuitivo, fluido e immediato, anche per chi si approccia per la prima volta a questo tipo di esperienza.

La presentazione allo SCIVAC è stata il primo banco di prova reale. E i risultati hanno confermato la direzione: oltre 500 utenti hanno visitato il metaverso nei giorni del congresso, partecipando a otto eventi formativi per un totale di dieci ore di contenuti scientifici in diretta. Un dato che, più dei numeri, racconta una cosa precisa: le persone non si sono limitate a entrare, ma hanno partecipato.
Questo è il punto su cui vale la pena soffermarsi.
Spesso il metaverso viene raccontato come una nuova frontiera tecnologica, ma il rischio è fermarsi alla superficie. Se non c’è un progetto dietro, resta solo un ambiente vuoto. In questo caso, invece, il valore è stato costruito partendo dall’esperienza utente: cosa deve fare? Come si muove? Perché dovrebbe tornarci?
Un altro aspetto chiave del progetto è stato l’integrazione con gli obiettivi di business di MyLav. Durante lo SCIVAC, il metaverso è diventato anche il contesto ideale per presentare la nuova divisione “Industry”, dedicata alla produzione di protesi veterinarie basate su modelli tridimensionali. Non una semplice vetrina, ma uno spazio in cui raccontare innovazione in modo coerente con il mezzo utilizzato.

Questo ci porta a una riflessione più ampia.
Il metaverso non è interessante perché è nuovo. È interessante quando riesce a risolvere un problema o a migliorare un’esperienza esistente. In questo progetto, il problema era chiaro: come mantenere viva e attiva una community professionale anche oltre i momenti fisici di incontro. La risposta non è stata solo tecnologica, ma progettuale.
C’è poi un elemento che spesso viene sottovalutato: il cambiamento nel ruolo dell’utente. Nel MyLav Metaverse non si è spettatori passivi. Si entra, si interagisce, si partecipa. È un modello che riflette un’evoluzione già in atto, soprattutto tra le nuove generazioni, abituate a vivere il digitale in modo sempre più immersivo e attivo .
Guardando a quanto successo a Rimini, è chiaro che siamo solo all’inizio. Il metaverso non è una soluzione universale, né una strada obbligata per tutti. Ma è uno strumento che, se progettato con criterio, può aprire nuove possibilità concrete.
Per noi, questo progetto ha rappresentato esattamente questo: non dimostrare che il metaverso funziona, ma dimostrare che può avere senso.
E da qui, si costruisce tutto il resto.

